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PRESENTAZIONE DEL LIBRO "CAMICE BIANCO IN CERCA DI COLORI"

SALA ROSSA DEI VIGILI URBANI DI BARI - 08/06/2013

Vi aspettiamo sabato 8 giugno 2013 - ore 17,30 presso la Sala Rossa dei Vigili Urbani di Bari (vicinanze Ipercoop di Japigia) per un momento di riflessione con gli autori del libro "Camice bianco in cerca di colori"   "E’ una lettura che apre la mente ed il cuore, un approfondimento imprescindibile sui temi etici, un percorso pedagogico necessario per chi intende dedicarsi agli studi universitari nella facoltà di medicina e chirurgia. La storia dell’umanità e del buon senso scorre nelle pagine di questo libro: dalle regole di San Benedetto alle propositive elucubrazioni sulla serendibity; dai temi della sofferenza e della morte all’educazione sanitaria auspicabile; dalla talentuosità necessaria ad una nuova forma di “umanesimo” degli operatori sanitari. Molto spesso medici ed infermieri non sono in grado di affrontare il malato nella sua complessità perché orientati a perfezionare un tecnicismo utile, una stereotipata performance, nel segno di un temporeggiamento costante nell’ adozione delle cure necessarie. Per fortuna, in una moltitudine dei casi, come è capitato a me ( nel doppio ruolo di medico e malato ), e come si evince dalla lettura di Camice bianco in cerca di colori, si possono incontrare santi laici che prendendosi responsabilità “ vere” possono portarti ad una guarigione impensabile laddove questa appare improbabile per la refrattarietà alle terapie somministrate, proprio perché capaci di una loro serendipità". "E’ giunto il momento, come sostiene l’autore, che ogni struttura sanitaria si doti di una Metys al servizio dell’ammalato, una sorta di delivery unit che operi attraverso un nuovo umanesimo possibile di cui la sanità ha urgente bisogno, uno sportello dalla parte del paziente. Prendersi cura del malato significa consentirgli di esprimere i suoi sentimenti, di interagire con i familiari, di indicargli precisamente il percorso di cura, di aiutarlo, attraverso operatori competenti, nel disbrigo delle incombenti burocrazie. Di facilitargli, in sostanza, il decorso della malattia in modo che egli possa far ricorso alla “resilienza”, la capacità di reagire al decadimento psichico e al dolore fisico con un proprio impegno individuale che surroghi e amplifichi le cure mediche. Si delinea, così, un circuito virtuoso che può portare il paziente, nella tempesta della malattia, a relazionarsi con la saggezza necessaria a confrontarsi e ad affrontare gli squilibri inevitabili, con il cuore e con la ragione preparati ad andare oltre la sofferenza, nella piena consapevolezza della propria situazione ma, con all’orizzonte, la speranza di una via d’uscita “felice” e fuori dalla straordinarietà dell’evento morboso".   Vito Matarrese medico e paziente

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